PROGRAMMA DANZART 2026
- Uno spettacolo al femminile che intreccia danza, musica dal vivo e poesia per raccontare, attraverso il baile flamenco, le molteplici sfumature dell’animo femminile. Ritmo, silenzi, palmas, piedi e tacchi diventano gli strumenti attraverso cui il corpo racconta dolore, allegria, dignità e libertà. Gli artisti: Deborah Idelia Brancato solista, Carmen Pancamo baile, Marcello Savona chitarra e canto, Valentina Bottino percussioni.
- Dalle 18.00 “Improvvisazione #1”, coreografia e interpretazione di Luca Occhipinti, una performance che porta in scena il gesto e l’immediatezza della composizione, facendo del presente e dell’improvvisazione materia stessa della danza.
- Succede la compagnia Muxarte con “Sulla Donna”, terzo capitolo del progetto con coreografia di Giuseppe Muscarello e interpretazione di Gaia Macaluso e Grazia Montelione. Ispirato alla fisicità tormentata ed espressiva di Egon Schiele, il lavoro affronta il tema dell’autonomia del corpo femminile, trasformando la donna da oggetto passivo dello sguardo a soggetto assoluto dell’azione.
- Conclude l’ appuntamento “Belle, Buone e Brave”, con coreografia e interpretazione di Dora Schembri e musica dal vivo di Agnese Polizzotti al clarinetto. Una riflessione sulla condizione intima della donna nella società contemporanea, sulle costruzioni dell’identità, sulle costrizioni e sulla continua ricerca di una perfezione imposta e richiesta.
- Alle 20 il percorso si sposterà sul terreno della memoria e della tradizione siciliana con la compagnia In Scena e Faciti Rota con gli artisti Saro Tribastone alla chitarra battente, Andrea Chessari alle percussioni e tamburo a cornice, Turi Dipasquale voce; il gruppo Danzaria con coreografia di Terry D’Antoni. Protagonista di “Sutta lu cielu di Sicilia, Rosa”, è l” omaggio a Rosa Balistreri e alle donne del Sud. La musica, la danza e i ritmi dei tamburi e delle tarantelle si intrecciano per raccontare il mondo popolare siciliano, le sue tradizioni, il corteggiamento, il lavoro e la vita quotidiana. Un omaggio a una donna e a un’artista che ha trasformato la propria voce in uno strumento di denuncia, identità e libertà, restituendo memoria e dignità a un universo umano e culturale spesso dimenticato.
Il matinée sarà affidato alla compagnia Gruppo Danza Oggi con “Donna: il coraggio delle emozioni”, produzione 2026, coreografia di Daniela Maccari per Lindsay Kemp, Maria Olga Palliani, Paolo “Frigo” Montesi e Carlo Alberto Brencio “CB”, con i danzatori del D&A Collective e concept performativo di Patrizia Salvatori. Danzart festival, radicato tra gli eventi culturali della città ormai da diversi anni, vuole aprirsi alla fruizione e divulgazione della cultura coreografica in particolare degli adolescenti e delle adolescenti della società. In collaborazione con le politiche degli ass.ti comunali all'istruzione ed ai servizi sociali. Per iniziare un cammino di educazione al bello a favore delle gioni generazioni. Uno spettacolo pensato per incontrare soprattutto le nuove generazioni attraverso il linguaggio universale del corpo e delle emozioni. La performance affronta temi delicati come il disagio, la violenza sulla donna e la necessità di riconoscere e condividere le proprie emozioni, scegliendo però un linguaggio diretto, sensibile e accessibile ai giovani. Il pubblico viene invitato prima di tutto a sentire, a lasciarsi attraversare dalle immagini e dalle emozioni, per poi condividere le proprie impressioni. Un modo per trasformare lo spettacolo in un momento di ascolto e confronto, nel quale la danza non si limita a rappresentare un tema, ma diventa uno strumento di comunicazione, consapevolezza e relazione.
Un percorso tra presente e memoria Attraverso linguaggi e sensibilità differenti. Gli appuntamenti della rassegna compongono un unico grande racconto: quello della donna che prende parola attraverso il corpo. Dal flamenco alla danza contemporanea, dalla performance alla musica popolare siciliana, fino all’incontro con le giovani generazioni, ogni spettacolo affronta una diversa sfumatura dell’universo femminile. Ne emerge un percorso che parla di libertà e autodeterminazione, di stereotipi e aspettative sociali, di memoria e identità, di fragilità e forza, ma soprattutto della possibilità di riconoscersi e raccontarsi senza sovrastrutture. Una rassegna che vuole essere non soltanto una proposta artistica, ma anche un’occasione di riflessione e di incontro, nella convinzione che la cultura e lo spettacolo dal vivo possano contribuire a creare consapevolezza, dialogo e nuovi sguardi sulla condizione femminile.